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dic 12 2010

Troppo Watford a Loftus Road: il QPR è demolito dalla squadra di Malky Mackay

Gli Hoops perdono il primo match in campionato e lo fanno nettamente, con gli Hornets che mostrano autorità e anche un ottimo calcio per vincere 3-1

Prima o poi doveva capitare: non si può stare per sempre imbattuti, in particolare in campionati come quelli della Football League dove regna un grande equilibrio, dove gli impegni sono molto ravvicinati. Il QPR perde però la propria imbattibilità in un modo molto doloroso, con una prestazione davvero brutta in un derby londinese che ha visto gli Hoops quasi crollare: una prestazione però messa a nudo soprattutto da un Watford in grande serata e che ha mostrato qualità davvero importanti, confermando che nonostante uno dei budget più bassi dell’intera Championship (stando ai parametri di Transfermarkt, il valore di mercato della rosa del Watford è appena di 8 milioni e 800 mila pounds, davanti soltanto allo Scunthorpe: per capirci, il Middlesbrough che ha la rosa dal valore di mercato più alto somma 37 milioni di pounds, ma è penultimo in classifica) è stata costruita una squadra vera con valori tecnici e tattici davvero importanti. E’ stato un crollo del QPR, che ha dei demeriti in un match del genere, ma sono assolutamente di più i meriti del Watford, che è riuscito a demolire la squadra capolista: mai in tutto il campionato gli Hoops sono apparsi così in difficoltà in difesa. La forza della squadra di Warnock era stata proprio una grande solidità, messa a ferro e fuoco dal calcio frizzante ed estremamente intrigante degli Hornets. Si ferma così la serie di risultati utili del QPR, che solo nei primi 10 minuti ha dato la sensazione di poter far sua la partita: viene rovinata così la serata che poteva portare un record nella storia del club, perché gli Hoops potevano eguagliare la propria serie di risultati utili consecutivi a quota 20. Certo, il modo netto con il quale è arrivata questa sconfitta brucia e sicuramente non andrà giù a Neil Warnock, ma nessuno avrebbe pensato che il primo ko potesse arrivare alla ventesima partita giocata e adesso è importante reagire, dimenticare questa serata in cui i R’s hanno semplicemente trovato una squadra decisamente più forte e più in palla. In questo match c’era davvero poco da fare, ma bisogna dare nelle prossime partite una reazione importante, per dimostrare che questo è semplicemente un incidente di percorso e che la squadra può continuare la propria corsa al vertice. Di certo, l’1-3 subito dal Watford non deve avere gli stessi effetti della scorsa stagione: allora il QPR era in zona playoff e perse con lo stesso risultato a Vicarage Road, ma fu il match che diede inizio alla fine, ad un crollo devastante fermato soltanto da Warnock (fu anche il match della famosa testata rifilata da Magilton a Buzsaky negli spogliatoi che costò la panchina al manager). Paradossalmente, per quanto visto in campo il risultato è persino stretto per il Watford, che ha segnato tre gol ma ha giocato talmente bene da aver sprecato altre chiarissime chances per arrotondare ulteriormente il risultato, in un derby londinese comunque palpitante e giocato ad alto ritmo. E’ stato davvero un capolavoro quello di Malky Mackay, che ha stravinto sul piano tattico, con il suo centrocampo che ha decisamente vinto tutti i duelli possibili e ha creato enormi patemi al QPR. Per gioventù (l’età media della rosa è 22.6: soli il Crystal Palace è più giovane con 21.2, mentre il QPR con 27.2 ha la rosa più anziana) e ristrettezza di rosa, chiaramente questa squadra va a far fronte a degli alti e bassi nel corso della stagione e in alcuni match paga qualche debolezza, ma questo Watford ha picchi di gioco davvero molto alti: la qualità vista in qualche azione in questa serata è davvero difficilmente riscontrabile in squadre di seconda serie e oltretutto gli Hornets hanno mostrato una splendida organizzazione, perché i vari inserimenti e tagli offensivi erano chiaramente frutto del lavoro di Mackay. E’ una squadra che ovviamente deve pensare principalmente a salvarsi e a farlo con la più grande tranquillità possibile e a questo punto (viste le idee di gioco del proprio ottimo manager) anche con stile, ma che davvero ha i picchi per far male a chiunque in questa divisione, picchi che gli appassionati inglesi hanno potuto ammirare in due grandi versioni: questo infatti era il secondo match stagionale del Watford prodotto dalle tv inglesi e se la BBC ha trasmesso in chiaro questa fantastica performance, non era andata male nemmeno a Sky Sports che aprì il campionato proprio con una grande prestazione del Watford in casa del Norwich. Due successi esterni bellissimi e di grande valore, perché arrivati contro due delle squadre migliori del campionato (il QPR è primo, il Norwich quarto), ulteriore segnale di qualità. Non sono gli unici exploit specialmente in campo esterno (ad esempio il Watford è andato a vincere al New Den per 6-1, contro un Millwall che nelle altre nove partite interne ha subito un totale di cinque gol!), per una squadra che oltre ad essere molto apprezzabile è anche molto divertente, visto che nelle 21 partite di campionato ha fin qui prodotto addirittura un totale 71 reti, più di qualsiasi altra squadra: gli Hornets hanno il miglior attacco (38 reti) ma anche la quintultima difesa del campionato (33 reti subite: alle spalle solo squadre dal sedicesimo posto in giù).

Il QPR è costretto ad un cambio di formazione, perché Hulse è febbricitante e deve partire dalla panchina: al suo posto gioca Helguson, uno dei grandissimi ex di giornata insieme a Tommy Smith, che parte dalla sinistra. Il Watford conferma l’undici che ha battuto il Leicester, schierando un 4-4-1-1 con Graham di punta e McGinn in appoggio.

Il match entra subito nel vivo con le due squadre che non aspettano e si aggrediscono immediatamente, accendendo il ritmo dai primi secondi. Al 5’ minuto la mai sicurissima difesa del Watford ha una prima sbavatura, ma Loach alza in corner il tiro di Helguson. I primi minuti vedono tante fiammate per il QPR, che con il piglio della capolista vuole subito prendere in mano le operazioni e spinge soprattutto sulla destra con Mackie, autore di un buon inizio di partita. Taarabt è presente nella partita ma molto lezioso, mentre sulla sinistra Smith è piuttosto piatto e non fa male a Doyley. Il Watford però non è lì per stare a guardare e con gli inserimenti dei centrocampisti fa paura agli avversari: Buckley sembra indiavolato sulla fascia destra e si propone in tanti inserimenti e scatti anche a tagliare centralmente, così come continui sono gli inserimenti di McGinn che gioca un po’ alla Tim Cahill e si butta sempre dentro sulle sponde di Graham, dando molto fastidio al QPR.

Col passare dei minuti i guizzi degli Hornets iniziano a far male e al 26’ arriva non a sorpresa il vantaggio ospita, con un’azione insistita nella quale il QPR permette troppo: sulla sinistra Cowie si ferma, serve però la sovrapposizione di Andrew Taylor che va al cross, il pallone si impenna dopo la deviazione e l’unico a muoversi è Graham che lo amministra perfettamente con il sinistro basso al volo che lascia di sasso Kenny e vale il gol dello 0-1. Difesa del QPR davvero immobile su questo pallone ed è un brutto gol da concedere: la forza degli Hoops in questo campionato è stata la difesa, ma in questo match Gorkss e Connolly ci capiscono davvero molto poco.

Gli Hornets sono scatenati e con in proprio dinamismo continuano a pungere: al 29’ dopo un piazzato offensivo il pallone si alza e Martin Taylor spizza per l’incursione di Graham, che parte in posizione regolare secondo il guardalinee (non lo era: era un fuorigioco di un metro e mezzo e quindi è un errore gravissimo) e ha grande spazio ma stavolta perdona Kenny non calciando in modo deciso e permettendo al portiere la respinta di piede. Uno dei pochissimi errori del centravanti.

Dopo la rimessa laterale successiva Doyley gioca su Mutch, che dal limite dell’area va al cross tagliato col sinistro, Martin Taylor si libera e sfiora soltanto di testa con il pallone che senza deviazione va a finire all’angolino con Kenny ancora fermo per il gol dello 0-2. Il gol è di Mutch, autore del cross molto insidioso e gli Hornets gelano Loftus Road con un uno-due eccezionale. Il QPR soffre tantissimo dietro e i centrocampisti del Watford sembrano indiavolati, sfuggendo a tutti e mostrando anche giocate spettacolari, con lo stesso Graham che sembra inarrestabile e vince ogni contrasto fisico, in particolare contro Connolly. Il QPR entra in confusione e non c’è a centrocampo: l’uomo che dovrebbe dettare i tempi è Faurlin, ma è totalmente mortificato dagli avversari che lo annullano decisamente.

L’unico sussulto degli Hoops è al 40’ su punizione leggermente decentrata sulla sinistra, Taarabt cerca una conclusione di precisione a scavalcare la barriera ma il pallone sfiora l’incrocio dei pali: era una grande punizione per il marocchino, che per tutto il primo tempo fa mille doppi passi senza mai saltare realmente un uomo, proponendo giocate fini a sé stesse. Il Watford di tanto in tanto si fa prendere dall’entusiasmo, tanto che un paio di volte Martin Taylor si fa trovare fuori posizione per voler accompagnare la manovra: i movimenti della difesa sono il tallone d’Achille di questa bella squadra. Al 45’ gli Hornets potrebbero chiudere il match perché vanno al grande contropiede ispirato dallo straordinario Buckley, Graham tocca di ritorno per Mutch che tira a colpo sicuro ma è miracoloso il salvataggio con il corpo di Hill: il QPR barcolla chiaramente.

Al 48’ invece i padroni di casa affondano: l’instancabile McGinn va giù dopo un contrasto con Gorkss ma da terra col tacco riesce a toccare per Graham che si trova nuovamente a campo aperto, chiude con il tiro verso l’angolino e firma il gol dello 0-3, con il suo decimo centro in campionato. Graham però era in fuorigioco, anche se è una posizione più leggera rispetto a quanto sembrava inizialmente (perché Walker si addormenta sulla destra): è un altro errore in una direzione arbitrale a tratti demenziale, con l’arbitro Deadman che ancora una volta lascia molto a desiderare. E’ un match pieno di belle cose in campo (specialmente grazie al Watford) e sugli spalti (in un clima da vero derby: bellissima la panoramica compiuta dalla telecamera tra le tribune poco prima dell’inizio della ripresa), ma che viene in parte rovinato da un gesto vergognoso, perché un deficiente lancia una bottiglia di vetro (probabilmente di birra) che finisce nemmeno tanto lontano da Graham: un vero idiota che c’è da sperare che non metterà mai più piede in un campo da calcio.

E’ il gol che chiude il match, ma il Watford insiste e potrebbe addirittura dilagare, ma adesso inizia a sprecare un po’: dopo un corner del QPR respinto, Buckley va ancora una volta via con un grande contropiede veloce, arrivato sulla trequarti va al tocco in diagonale che non viene controllato da Derry, Mutch ha un controllo difettoso ma poi calcia con il destro superando Kenny ma non lo stesso Derry che sulla linea salva di testa.

Il QPR è scioccato e viene tramortito per la totale differenza di vivacità: al 57’ il Watford batte veloce una punizione e Mutch tira basso dal limite, Kenny respinge corto e Graham si getta per l’appoggio ravvicinato pregustando la doppietta, ma stavolta è provvidenziale il tackle da dietro disperato di Connolly che sporca il tiro e lo manda oltre la traversa. Altra chance clamorosa per un clamoroso Watford.

Warnock cambia tutto togliendo Faurlin e Taarabt, due elementi fondamentali ed entrambi clamorosamente mancati in questa serata: entrano Clarke e Orr, che fa il terzino destro con Walker riadattato come mediano. Clarke invece gioca sulla sinistra, con Smith a destra e Mackie seconda punta. Non cambia molto, perché il Watford continua ad essere in controllo della situazione, a frustrate i padroni di casa e a creare chances potenziali in contropiede. Gli Hoops ci provano con frustrazione: al 69’ dopo un corner Loach è bravo sul primo palo a chiudere su Helguson. E’ l’ultimo tocco del grande ex di giornata, non certe nella sua serata migliore. Il difetto del Watford è che i movimenti della difesa non sembra sono coordinati: all’82’ i due centrali si disuniscono, ma Mackie manda alto da due passi. Ad inizio stagione sembrava segnare ad ogni tocco di palla, ma ormai lo scozzese è fermo a quota 8 gol addirittura da metà Settembre, quando realizzò una doppietta al Leicester.

Il gol della bandiera arriva all’89’: cross da sinistra di Hill, Mariappa incorna ma non allontana, Mackie mette giù e appoggia corto per Smith che manda nell’angolo lontano e trova il gol dell’1-3, classico gol dell’ex.

Al 95’ la difesa sbilanciata del QPR pasticcia e Kenny deve andare ad uscire per contrastare Sordell, il rimpallo premia l’attaccante che va al tocco a porta sguarnita ma davvero prevedibile e Derry salva sulla linea: il 19enne subentra ad un quarto d’ora dalla fine e spreca almeno tre chances chiare per permettere alla propria squadra di dilagare.

Per quanto visto, è un 3-1 anche stretto perché il Watford avrebbe potuto segnare più gol, all’interno di una prestazione davvero sensazionale che ha stordito nientemeno che la capolista: è davvero una grande serata per gli Hornets, assolutamente convincenti per il gioco espresso. In attesa degli altri match, il Watford sale all’ottavo posto in classifica e la prossima settimana ospiterà il Preston North End fanalino di coda.

Chiaramente una serata da cancellare per il QPR, che ora dovrà dare una risposta a questa debacle: le prossime partite potrebbero anche esser decisive nella rincorsa per la promozione, perché ripartire subito e ammortizzare questa delusione immediatamente potrebbe davvero far capire a tutti che questa squadra ha le energie mentali per andare in Premier League. E’ fondamentale una reazione, perché le prossime quattro partite sono tutte contro squadre di alta classifica (tre per giunta in trasferta) e quindi la squadra di Warnock non si può permettere rallentamenti: ci saranno infatti da affrontare Leeds, Swansea City, Coventry e Norwich, ovvero casualmente le quattro squadre che al momento occupano la zona playoff.

a cura di Silvio di Fede